L’uomo nero

Si fa presto, a parole, a dichiararsi anti-razzisti, ma purtroppo, nei fatti, spesso lo siamo. Ed è ciò che oggi è capitato a me.

Uscivo dal supermercato con il mio bimbo nel passeggino e la busta della spesa in mano. Molte volte bazzicano vicino ai carrelli degli individui che in cambio di un “aiuto” chiedono l’euro-sblocca-carrello come “mancia”. Beh, il signore di oggi, molto probabilmente di origini africane, non era uno di quelli. Era semplicemente una persona che come me stava andando a fare la spesa, chissà, forse per sé o per la sua famiglia.

Mentre appoggiavo la busta sul sedile ho lasciato per un attimo il passeggino, proprio nel momento in cui passava “l’uomo nero”. Non so cosa si scattato nella mia mente, ma mi sono precipitata vicino al mio bambino perché ho temuto lo rapisse. Sì, proprio così! Subito dopo questo pensiero è subentrata la vergogna di averlo pensato.

Sicuramente la prudenza non è mai troppa, sicuramente i fatti di cronaca influenzano fin troppo negativamente il modo in cui ci rapportiamo verso gli altri, soprattutto verso gli stranieri, stranieri che, se sono africani vengono definiti extracomunitari, ma se sono americani restano americani (come se l’America facesse parte della comunità europea, piccola sottigliezza…), tuttavia mi sono sentita piccola, ma in particolar modo ignorante, perché ritengo che il razzismo sia figlio dell’ignoranza e dell’ottusità.

 

 

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