La strana straniera

il paese in cui nasci è il tuo Paese. Non può essere che così.

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Mauro Biani (vignettista, illustratore, scultore)

Non è facile sentirsi al 100% italiana ed essere “etichettata” dagli sguardi e nel trattamento come “straniera” solo per i tratti somatici. Io sono italiana, ne ho la cittadinanza e, come già detto, mi sento italiana a tutti gli effetti. Parafrasando un noto “politico” potrei affermare: io sono italiana perché è qui che ho le mie radici. E le radici, quelle, non le estirpi. Nemmeno se in casa ci sono “piante trapiantate”. Tuttavia non è il mio caso.

Questo sentimento di appartenenza all’italico popolo non ha niente a che vedere con l’etnia. Si è italiani perché si è nati in Italia. Punto. Non in quanto caucasici.

Perché il paese in cui nasci è il tuo Paese. Non può essere che così. Non è nemmeno una questione di sangue. Se nasci in Italia, anche se da genitori stranieri, ti sentirai sempre italiano. Non è il sangue che fa il cittadino, ma il rispetto delle regole e l’abbraccio della cultura del luogo in cui si vive.

“L’Italia a chi la ama”, o qualcosa del genere, ho letto in uno slogan in Tv. Si trattava di un incontro sullo ius soli di un partito di destra, ovviamente. Bene, io l’Italia la amo, o per lo meno, le voglio bene. Di certo amo la mia casa, conosco il quartiere in cui abito, non cambierei paese per nulla al mondo se non fossi costretta. Sono nata qui. Nonostante le apparenze. Sono e mi sento italiana. Nella mia terra di origine non passerei come straniera, ma mi sentirei tale.

Chiunque nasce in Italia – o in un qualsiasi altro paese – ama il luogo in cui vive e cresce, e sente di appartenere a quel luogo almeno fino a quando qualcuno non gli fa cambiare idea sulle cose e sulla gente.

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